Tognon, Carolina
(2026)
Per un'archeologia della violenza sociale. Uno studio sulla "negazione" del bambino nell'Inghilterra vittoriana, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Philosophy, science, cognition, and semiotics (pscs), 38 Ciclo. DOI 10.48676/unibo/amsdottorato/12704.
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Abstract
La presente ricerca sviluppa un’indagine genealogica sul concetto di “negazione” dell’infanzia nell’Inghilterra vittoriana, assunta come laboratorio paradigmatico di disciplina e violenza educativa. L’obiettivo è mostrare come, nel cuore della modernità britannica, l’infanzia sia stata non soltanto marginalizzata, ma attivamente prodotta come oggetto di controllo, sorveglianza e sfruttamento, attraverso dispositivi educativi, morali ed economici. Assumendo la nozione di Schwarze Pädagogik (pedagogia nera) come chiave interpretativa, la ricerca analizza l’intreccio tra moralismo religioso, capitalismo industriale e ideologia coloniale, evidenziando come famiglia, scuola, lavoro minorile e istituzioni filantropiche abbiano costituito spazi interconnessi di un medesimo regime di potere. In tale contesto, la “negazione” del bambino si configura come forma strutturale di violenza sociale e simbolica, inscritta nei processi di soggettivazione e nella legittimazione dell’ordine politico. Attraverso un approccio interdisciplinare che combina filosofia del diritto, storia dell’educazione e teoria critica, la tesi ricostruisce la specificità del modello educativo imperiale, mostrando come le pratiche vittoriane relative all’infanzia abbiano contribuito alla formazione di meccanismi duraturi di controllo sociale e consolidamento del potere.
Abstract
La presente ricerca sviluppa un’indagine genealogica sul concetto di “negazione” dell’infanzia nell’Inghilterra vittoriana, assunta come laboratorio paradigmatico di disciplina e violenza educativa. L’obiettivo è mostrare come, nel cuore della modernità britannica, l’infanzia sia stata non soltanto marginalizzata, ma attivamente prodotta come oggetto di controllo, sorveglianza e sfruttamento, attraverso dispositivi educativi, morali ed economici. Assumendo la nozione di Schwarze Pädagogik (pedagogia nera) come chiave interpretativa, la ricerca analizza l’intreccio tra moralismo religioso, capitalismo industriale e ideologia coloniale, evidenziando come famiglia, scuola, lavoro minorile e istituzioni filantropiche abbiano costituito spazi interconnessi di un medesimo regime di potere. In tale contesto, la “negazione” del bambino si configura come forma strutturale di violenza sociale e simbolica, inscritta nei processi di soggettivazione e nella legittimazione dell’ordine politico. Attraverso un approccio interdisciplinare che combina filosofia del diritto, storia dell’educazione e teoria critica, la tesi ricostruisce la specificità del modello educativo imperiale, mostrando come le pratiche vittoriane relative all’infanzia abbiano contribuito alla formazione di meccanismi duraturi di controllo sociale e consolidamento del potere.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Tognon, Carolina
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Violenza, Infanzia, Potere, Educazione, Lavoro minorile, Pedagogia nera, Filosofia del diritto, Inghilterra, Età vittoriana
DOI
10.48676/unibo/amsdottorato/12704
Data di discussione
23 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Tognon, Carolina
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Violenza, Infanzia, Potere, Educazione, Lavoro minorile, Pedagogia nera, Filosofia del diritto, Inghilterra, Età vittoriana
DOI
10.48676/unibo/amsdottorato/12704
Data di discussione
23 Marzo 2026
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