Dalla performance dal vivo alla registrazione sonora: le incisioni acustiche nell'analisi dello stile performativo operistico di fine Ottocento e inizio Novecento

Posateri, Anita (2025) Dalla performance dal vivo alla registrazione sonora: le incisioni acustiche nell'analisi dello stile performativo operistico di fine Ottocento e inizio Novecento, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Arti visive, performative, mediali, 37 Ciclo.
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Abstract

L’avvento della registrazione sonora rappresenta un punto di non ritorno, il cardine del cambiamento che ha trasformato la musica da esperienza effimera a oggetto tangibile e riproducibile, quindi mediata. Lo studio della tradizione performativa di tale periodo intende descrive e raffrontare la prassi esecutiva in sede di registrazione in rapporto alle rappresentazioni dal vivo, l’influenza delle pratiche e delle tecnologie di registrazione e riproduzione sul performer e le performance stesse, ma anche l’approccio critico e analitico al documento fonografico. Lo studio si concentra principalmente sulle carriere artistiche di Eugenia Mantelli (1864-1926), Armida Parsi (1868-1949), Elisa Bruno (1869-1942), Clara Butt (1872-1936), Jeanne Gerville-Réache (1875-1915) e Gabriella Besanzoni (1890-1962), e sulle loro registrazioni delle arie Stride la vampa! – la folla indomita dal Trovatore di Giuseppe Verdi e Mon cœur s’ouvre à ta voix dal Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns. Le incisioni in esame sono state incise tra il 1902 e il 1920 e prodotte dalle case discografiche Universal Talking Machine Company (American Zonophone), Victor Talking Machine Company, Columbia, The Gramophone & Typewriter Company, Ltd. e Società Italiana di Fonotipia. Per ciascuna è delineata una sintesi che ne ripercorre lo sviluppo storico, i principali avanzamenti tecnologici e le figure di maggior rilievo. La scelta di concentrare l’analisi sulle sole incisioni acustiche è giustificata dall’intrinseca caratteristica delle stesse di non prevedere processi di editing. Ad ogni modo, i documenti sonori, indipendentemente dall’epoca in cui sono stati realizzati, non rappresentano una fedele riproduzione di una performance dal vivo, ma una produzione artistica che prende forma grazie alle peculiarità del mezzo fonografico, e la loro riproduzione non costituisce un surrogato di dubbia autenticità della performance dal vivo, ma si configura come un’esperienza del tutto autosufficiente.

Abstract
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Posateri, Anita
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
37
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Documenti sonori, 78 rpm, industria fonografica, acoustic recordings, recorded/live performance, Mantelli, Parsi, Elisa Bruno, Butt, Gerville-Réache, Besanzoni, Universal Talking Machine, Zonophone, Columbia, Gramophone, Victor, Fonotipia, labels, riversamenti d’archivio, ri-mediazioni commerciali.
Data di discussione
9 Aprile 2025
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