Il museo nudo. Strategie di disciplinamento del senso, fra colpa e autoassoluzione

Grinello, Martina (2026) Il museo nudo. Strategie di disciplinamento del senso, fra colpa e autoassoluzione, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Philosophy, science, cognition, and semiotics (pscs), 38 Ciclo.
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Abstract

La tesi analizza i processi di decolonizzazione museale attraverso un’indagine semiotica dedicata a un corpus di musei europei situati nelle ex capitali imperiali, assumendo tali istituzioni come spazi privilegiati per osservare le trasformazioni del discorso della colonialità nella semiosfera occidentale. L’obiettivo consiste nell’individuare la grammatica profonda mediante cui la decolonialità viene messa in forma nello spazio museale, inteso come dispositivo enunciazionale, campo metadiscorsivo di autoriflessione collettiva e semiodominio in cui si coordinano produzione simbolica, assetti istituzionali e pratiche di amministrazione della memoria culturale. A partire da un inquadramento teorico che definisce la colonialità come regime semiotico di organizzazione delle differenze e di produzione di gerarchie, concepito come rete metastabile di abiti interpretativi che struttura soggettività e strutture cognitive, la tesi propone un modello analitico dei processi di decolonizzazione istituzionale. Il museo viene così considerato come spazio rituale-performativo entro cui si articolano figure del Sé e dell’Altro, configurazioni dell’universalità dell’umano e percorsi di gestione della responsabilità storica, attraverso isotopie della colpa, dell’espiazione e della trasformazione e mediante la costruzione di regimi attanziali che definiscono perpetratori, vittime e testimoni. L’analisi semiotica esamina il Musée de l’Homme (Parigi), l’Africa Museum (Tervuren), il Wereldmuseum (Amsterdam), il Museo delle Civiltà (Roma) e il Museo delle Culture (Milano), ricostruendo le strategie semiotiche che organizzano l’esperienza del visitatore e le politiche della memoria. Attraverso l’analisi delle configurazioni spaziali, delle scelte espositive e delle articolazioni passionali, la ricerca evidenzia una struttura rituale entro cui il conflitto coloniale viene rinegoziato nella semiosfera occidentale. La riflessione teorica si estende alla digitalizzazione del patrimonio traumatico, mostrando come gli archivi digitali ibridi riorganizzino i codici del semiodominio coloniale attraverso la ri-mediazione delle tracce della colonialità. La tesi propone così una semiotica della decolonialità capace di descrivere le modalità con cui il passato coloniale viene rielaborato e reinscritto nel presente.

Abstract
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Grinello, Martina
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
semiotica, decolonizzazione, museo, patrimonio, Europa, trauma, colonialità, decolonialità, cognizione, passioni, ritualità, performatività, espiazione, intersezionalità, memoria, oblio, abuso, semiodominio, digitalizzazione, archivio, potere, disinvenzione, reframe
Data di discussione
16 Luglio 2026
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