Leyton, Paloma Irene
(2026)
Una pratica aerea d’ascolto: il movimento del corpo in sospensione su un attrezzo instabile, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Arti visive, performative, mediali, 38 Ciclo. DOI 10.48676/unibo/amsdottorato/13222.
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Abstract
Questa ricerca-creazione esplora una pratica emergente fondata sulla sospensione, resa possibile dall’instabilità di un attrezzo originale e da un dispositivo immersivo orientato all’esperienza del performer, ed è iscritta nel processo di creazione del solo "Variations sur le corps, la suspension et la précarité", sviluppato a Montréal tra il 2021 e il 2024. Queste condizioni favoriscono un ascolto profondo del corpo e dell’esperienza sensibile, fino a fare del vissuto percettivo il centro della pratica. In questo quadro, la precarietà diventa un principio strutturante: nasce dall’esperienza e diventa l’asse attorno a cui si articola la creazione.
La metodologia adotta un approccio euristico e qualitativo, combinando osservazione partecipante e analisi del movimento, con una chiara distinzione tra fasi di ricerca e fasi di creazione. Il processo è stato documentato tramite diari di bordo, riprese video e protocolli di lavoro corporeo. L’analisi si radica nella fenomenologia e nella teoria delle arti, sostenuta da un corpus di opere provenienti da circo, danza e arti visive.
Grazie alla combinazione tra un approccio creativo orientato all’emersione e un dispositivo immersivo, la pratica aerea d’ascolto (PAE) mostra come la sospensione possa essere pensata a partire da un rapporto al sensibile, aprendo un possibile spazio di riconciliazione tra paradigmi acrobatici e somatici. All’interno di una prospettiva interdisciplinare, la PAE facilita la consapevolezza corporea, la concentrazione e l’organicità del movimento, trasformando in profondità le abitudini di lavoro. Centrale è la considerazione della precarietà come forza trasformativa e l’attivazione dell’ascolto su tre livelli: interprete–dispositivo, creatore–collaboratori, opera–pubblico.
Le ricadute potenziali riguardano la pedagogia del movimento, l’allenamento e la scrittura coreografica, contribuendo a ridefinire nozioni fondamentali delle tecniche aeree di circo e a precisare, nella sua complessità, che cosa significhi muoversi su un attrezzo instabile.
Abstract
Questa ricerca-creazione esplora una pratica emergente fondata sulla sospensione, resa possibile dall’instabilità di un attrezzo originale e da un dispositivo immersivo orientato all’esperienza del performer, ed è iscritta nel processo di creazione del solo "Variations sur le corps, la suspension et la précarité", sviluppato a Montréal tra il 2021 e il 2024. Queste condizioni favoriscono un ascolto profondo del corpo e dell’esperienza sensibile, fino a fare del vissuto percettivo il centro della pratica. In questo quadro, la precarietà diventa un principio strutturante: nasce dall’esperienza e diventa l’asse attorno a cui si articola la creazione.
La metodologia adotta un approccio euristico e qualitativo, combinando osservazione partecipante e analisi del movimento, con una chiara distinzione tra fasi di ricerca e fasi di creazione. Il processo è stato documentato tramite diari di bordo, riprese video e protocolli di lavoro corporeo. L’analisi si radica nella fenomenologia e nella teoria delle arti, sostenuta da un corpus di opere provenienti da circo, danza e arti visive.
Grazie alla combinazione tra un approccio creativo orientato all’emersione e un dispositivo immersivo, la pratica aerea d’ascolto (PAE) mostra come la sospensione possa essere pensata a partire da un rapporto al sensibile, aprendo un possibile spazio di riconciliazione tra paradigmi acrobatici e somatici. All’interno di una prospettiva interdisciplinare, la PAE facilita la consapevolezza corporea, la concentrazione e l’organicità del movimento, trasformando in profondità le abitudini di lavoro. Centrale è la considerazione della precarietà come forza trasformativa e l’attivazione dell’ascolto su tre livelli: interprete–dispositivo, creatore–collaboratori, opera–pubblico.
Le ricadute potenziali riguardano la pedagogia del movimento, l’allenamento e la scrittura coreografica, contribuendo a ridefinire nozioni fondamentali delle tecniche aeree di circo e a precisare, nella sua complessità, che cosa significhi muoversi su un attrezzo instabile.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Leyton, Paloma Irene
Supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Sospensione, corpo, precarietà, ascolto, attrezzo instabile, ricerca creazione, performance, movimento, emersione, immersione, tecniche aeree di circo.
DOI
10.48676/unibo/amsdottorato/13222
Data di discussione
25 Maggio 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Leyton, Paloma Irene
Supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Sospensione, corpo, precarietà, ascolto, attrezzo instabile, ricerca creazione, performance, movimento, emersione, immersione, tecniche aeree di circo.
DOI
10.48676/unibo/amsdottorato/13222
Data di discussione
25 Maggio 2026
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