Pini, Chiara
(2026)
L'abitare collaborativo tra emozioni, pratiche e politiche sociali. Un'indagine nel contesto bergamasco, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Sociologia e ricerca sociale, 38 Ciclo.
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Abstract
I cambiamenti demografici, la scarsa accessibilità abitativa, l’evoluzione degli stili di vita e la crescente consapevolezza eco-politica sono fattori chiave che alimentano l’interesse verso l’abitare collaborativo. Con questa espressione si fa riferimento a formule e modelli che enfatizzano la dimensione cooperativa e la partecipazione dei residenti alla progettazione e alla gestione delle abitazioni. Il prototipo di riferimento è il cohousing scandinavo, nato negli anni Sessanta sull’onda del movimento femminista nordico e basato sulla coesistenza di unità abitative private e di spazi condivisi. L’analisi empirica si basa su uno studio di caso multiplo basato sulla selezione di alcune realtà abitative situate nella provincia di Bergamo, diverse tra loro per natura giuridica, assetto di governance, composizione del gruppo e fase del ciclo di vita progettuale. Il lavoro di campo è stato condotto ricorrendo a diverse tecniche qualitative, che spaziano dall’ intervista semi-strutturata e di gruppo, all’osservazione partecipante e all’analisi documentale. I risultati mostrano come queste esperienze possano essere interpretate, non senza qualche criticità, come dispositivi di welfare e attori non pubblici di policy-making. I casi studio selezionati, inoltre, illuminano una crescente ibridazione tra modelli di abitare collaborativo e social housing. L’analisi mette in luce come la complessità relazionale, una particolare forma di intimità e le ambivalenze che le persone sperimentano nella quotidianità di questi contesti vengano gestite anche attraverso un lavoro sulle emozioni. La ricerca approfondisce queste pratiche e i differenti percorsi emotivi, che spaziano dal lavoro sui confini all’adozione di dispositivi di regolazione delle dinamiche di gruppo, come i “cerchi” e le supervisioni. Lo studio evidenzia come questa specifica configurazione relazionale, che si discosta dai modelli abitativi tradizionali, richieda una ridefinizione delle regole di interazione sociale e si caratterizza per un interessante equilibrio tra la dimensione individuale-privata e quella collettiva-pubblica.
Abstract
I cambiamenti demografici, la scarsa accessibilità abitativa, l’evoluzione degli stili di vita e la crescente consapevolezza eco-politica sono fattori chiave che alimentano l’interesse verso l’abitare collaborativo. Con questa espressione si fa riferimento a formule e modelli che enfatizzano la dimensione cooperativa e la partecipazione dei residenti alla progettazione e alla gestione delle abitazioni. Il prototipo di riferimento è il cohousing scandinavo, nato negli anni Sessanta sull’onda del movimento femminista nordico e basato sulla coesistenza di unità abitative private e di spazi condivisi. L’analisi empirica si basa su uno studio di caso multiplo basato sulla selezione di alcune realtà abitative situate nella provincia di Bergamo, diverse tra loro per natura giuridica, assetto di governance, composizione del gruppo e fase del ciclo di vita progettuale. Il lavoro di campo è stato condotto ricorrendo a diverse tecniche qualitative, che spaziano dall’ intervista semi-strutturata e di gruppo, all’osservazione partecipante e all’analisi documentale. I risultati mostrano come queste esperienze possano essere interpretate, non senza qualche criticità, come dispositivi di welfare e attori non pubblici di policy-making. I casi studio selezionati, inoltre, illuminano una crescente ibridazione tra modelli di abitare collaborativo e social housing. L’analisi mette in luce come la complessità relazionale, una particolare forma di intimità e le ambivalenze che le persone sperimentano nella quotidianità di questi contesti vengano gestite anche attraverso un lavoro sulle emozioni. La ricerca approfondisce queste pratiche e i differenti percorsi emotivi, che spaziano dal lavoro sui confini all’adozione di dispositivi di regolazione delle dinamiche di gruppo, come i “cerchi” e le supervisioni. Lo studio evidenzia come questa specifica configurazione relazionale, che si discosta dai modelli abitativi tradizionali, richieda una ridefinizione delle regole di interazione sociale e si caratterizza per un interessante equilibrio tra la dimensione individuale-privata e quella collettiva-pubblica.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Pini, Chiara
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
abitare collaborativo, indagine qualitativa, politiche sociali, sociologia delle emozioni, Bergamo
Data di discussione
10 Aprile 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Pini, Chiara
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
abitare collaborativo, indagine qualitativa, politiche sociali, sociologia delle emozioni, Bergamo
Data di discussione
10 Aprile 2026
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