Ciambellotti, Chiara
(2026)
L'Utopia è la realtà di domani. Liselotte e Oswald Mathias Ungers verso nuove forme e modalità per l'abitare, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Architettura e culture del progetto, 38 Ciclo.
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Abstract
Il pensiero teorico-progettuale di Oswald Mathias Ungers è stato spesso interpretato alla luce dell’impostazione morfologica e della teoria dell’autonomia dell’architettura, trascurando dimensioni che ne arricchiscono e ne problematizzano la complessità critica. La tesi intende riportare all’attenzione una componente di fondamentale rilevanza nell’opera dell’architetto tedesco, ampliando il quadro interpretativo attraverso cui indagarne il contributo teorico e progettuale. L’indagine si concentra sul periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, quando Ungers si trasferisce da Berlino Ovest a Ithaca, negli Stati Uniti, per assumere la cattedra presso la Cornell University. In questa fase di transizione prende forma Kommunen in der Neuen Welt 1740–1971 (1972), realizzato in collaborazione con Liselotte Ungers. Nonostante la recente ristampa in lingua inglese, il volume non è stato finora oggetto di un’analisi sistematica capace di collocarlo organicamente nel percorso teorico dell’architetto. La ricerca colma tale lacuna, offrendo una lettura approfondita dell’opera e restituendo centralità al ruolo di Liselotte Ungers, figura determinante nell’impostazione metodologica e teorica della pubblicazione. A tal fine vengono esaminati anche altri suoi testi, così da delinearne la coerenza intellettuale nel contesto delle ricerche condotte negli stessi anni. La tesi prende avvio dall’analisi di tre complessi di edilizia residenziale pubblica progettati nei primi anni Sessanta — Neue Stadt Köln-Chorweiler, Grünzug Süd e Märkisches Viertel — ricostruendone le vicende progettuali e critiche, con particolare attenzione al nesso tra l’esito problematico di quest’ultimo e la decisione di lasciare Berlino. Lo studio del volume sulle comuni socialiste utopiche si sviluppa attraverso un ridisegno critico e un’analisi comparativa che evidenzia ricorrenze e variazioni nelle strategie insediative. L’interesse degli Ungers per le comuni emerge come risposta a un’urgenza progettuale: ridefinire l’architettura quale strumento di trasformazione sociale, superando il primato della forma e integrando alla dimensione morfologica quella politico-sociale in un più ampio quadro concettuale.
Abstract
Il pensiero teorico-progettuale di Oswald Mathias Ungers è stato spesso interpretato alla luce dell’impostazione morfologica e della teoria dell’autonomia dell’architettura, trascurando dimensioni che ne arricchiscono e ne problematizzano la complessità critica. La tesi intende riportare all’attenzione una componente di fondamentale rilevanza nell’opera dell’architetto tedesco, ampliando il quadro interpretativo attraverso cui indagarne il contributo teorico e progettuale. L’indagine si concentra sul periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, quando Ungers si trasferisce da Berlino Ovest a Ithaca, negli Stati Uniti, per assumere la cattedra presso la Cornell University. In questa fase di transizione prende forma Kommunen in der Neuen Welt 1740–1971 (1972), realizzato in collaborazione con Liselotte Ungers. Nonostante la recente ristampa in lingua inglese, il volume non è stato finora oggetto di un’analisi sistematica capace di collocarlo organicamente nel percorso teorico dell’architetto. La ricerca colma tale lacuna, offrendo una lettura approfondita dell’opera e restituendo centralità al ruolo di Liselotte Ungers, figura determinante nell’impostazione metodologica e teorica della pubblicazione. A tal fine vengono esaminati anche altri suoi testi, così da delinearne la coerenza intellettuale nel contesto delle ricerche condotte negli stessi anni. La tesi prende avvio dall’analisi di tre complessi di edilizia residenziale pubblica progettati nei primi anni Sessanta — Neue Stadt Köln-Chorweiler, Grünzug Süd e Märkisches Viertel — ricostruendone le vicende progettuali e critiche, con particolare attenzione al nesso tra l’esito problematico di quest’ultimo e la decisione di lasciare Berlino. Lo studio del volume sulle comuni socialiste utopiche si sviluppa attraverso un ridisegno critico e un’analisi comparativa che evidenzia ricorrenze e variazioni nelle strategie insediative. L’interesse degli Ungers per le comuni emerge come risposta a un’urgenza progettuale: ridefinire l’architettura quale strumento di trasformazione sociale, superando il primato della forma e integrando alla dimensione morfologica quella politico-sociale in un più ampio quadro concettuale.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Ciambellotti, Chiara
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Ungers Oswald Mathias, Liselotte Ungers, OMU, Comuni, Communes, Comunal living, Abitare collettivo, Controcultura, Movimenti studenteschi, Utopia
Data di discussione
13 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Ciambellotti, Chiara
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Ungers Oswald Mathias, Liselotte Ungers, OMU, Comuni, Communes, Comunal living, Abitare collettivo, Controcultura, Movimenti studenteschi, Utopia
Data di discussione
13 Marzo 2026
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