Ferro, Ambra
(2026)
I licenziamenti collettivi nelle organizzazioni economiche complesse, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Scienze giuridiche, 38 Ciclo.
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Abstract
Il presente lavoro indaga la disciplina dei licenziamenti collettivi alla luce della scomposizione organizzativa dell'impresa tra una pluralità di soggetti giuridici distinti. L'assetto di tutele rischia di essere aggirato quando l'impresa datoriale opera all'interno di un’organizzazione economica più ampia. Il legislatore prevede la possibilità che la ristrutturazione aziendale da cui derivano esuberi di personale sia decisa da un soggetto diverso dal datore di lavoro, che, tuttavia, non risulta formalmente coinvolto nella procedura di consultazione sindacale. Inoltre, se ciascuna impresa interessata dal medesimo processo di ristrutturazione non raggiunge, isolatamente, le soglie dimensionali e numeriche necessarie per l’attivazione della procedura, l’aggregato imprenditoriale può effettuare un numero complessivo di licenziamenti che, se sommati, assumono valenza collettiva, senza incorrere in alcun obbligo di coinvolgimento sindacale. Lo studio si concentra sulle categorie normative utilizzate per individuare, da un lato, l'ambito organizzativo rilevante per l'applicazione della disciplina e, dall'altro, il soggetto coinvolto nella procedura sindacale, per verificare se e come possano essere rilette affinché la finalità protettiva della normativa non venga frustrata dai modelli organizzativi adottati dalle imprese. Dopo aver indagato, nel primo capitolo, le potenzialità e i limiti degli approcci finora seguiti per adeguare le tutele lavoristiche alla dimensione plurale dell'impresa, nel secondo capitolo si analizzano la nozione di "stabilimento" prevista dalla Direttiva 98/59/CE e i concetti di "unità produttiva" e "complesso aziendale" della l. n. 223/1991. Si propone una rilettura in senso funzionale della prima, mentre si evidenzia la capacità delle seconde di cogliere l'impatto collettivo delle riduzioni di personale attuate da più imprese collegate. Il terzo capitolo si concentra sulla possibile condivisione degli obblighi procedurali previsti dalla Direttiva 98/59/CE e dalla Direttiva 2002/14/CE tra il datore di lavoro e il soggetto che assume la decisione suscettibile di determinare esuberi. Si analizza la distribuzione funzionale degli obblighi emergente dalla giurisprudenza europea, verificandone la giustiziabilità.
Abstract
Il presente lavoro indaga la disciplina dei licenziamenti collettivi alla luce della scomposizione organizzativa dell'impresa tra una pluralità di soggetti giuridici distinti. L'assetto di tutele rischia di essere aggirato quando l'impresa datoriale opera all'interno di un’organizzazione economica più ampia. Il legislatore prevede la possibilità che la ristrutturazione aziendale da cui derivano esuberi di personale sia decisa da un soggetto diverso dal datore di lavoro, che, tuttavia, non risulta formalmente coinvolto nella procedura di consultazione sindacale. Inoltre, se ciascuna impresa interessata dal medesimo processo di ristrutturazione non raggiunge, isolatamente, le soglie dimensionali e numeriche necessarie per l’attivazione della procedura, l’aggregato imprenditoriale può effettuare un numero complessivo di licenziamenti che, se sommati, assumono valenza collettiva, senza incorrere in alcun obbligo di coinvolgimento sindacale. Lo studio si concentra sulle categorie normative utilizzate per individuare, da un lato, l'ambito organizzativo rilevante per l'applicazione della disciplina e, dall'altro, il soggetto coinvolto nella procedura sindacale, per verificare se e come possano essere rilette affinché la finalità protettiva della normativa non venga frustrata dai modelli organizzativi adottati dalle imprese. Dopo aver indagato, nel primo capitolo, le potenzialità e i limiti degli approcci finora seguiti per adeguare le tutele lavoristiche alla dimensione plurale dell'impresa, nel secondo capitolo si analizzano la nozione di "stabilimento" prevista dalla Direttiva 98/59/CE e i concetti di "unità produttiva" e "complesso aziendale" della l. n. 223/1991. Si propone una rilettura in senso funzionale della prima, mentre si evidenzia la capacità delle seconde di cogliere l'impatto collettivo delle riduzioni di personale attuate da più imprese collegate. Il terzo capitolo si concentra sulla possibile condivisione degli obblighi procedurali previsti dalla Direttiva 98/59/CE e dalla Direttiva 2002/14/CE tra il datore di lavoro e il soggetto che assume la decisione suscettibile di determinare esuberi. Si analizza la distribuzione funzionale degli obblighi emergente dalla giurisprudenza europea, verificandone la giustiziabilità.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Ferro, Ambra
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Licenziamenti collettivi - Gruppi di imprese - Direttiva 98/59/CE - Codatorialità
Data di discussione
10 Aprile 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Ferro, Ambra
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Licenziamenti collettivi - Gruppi di imprese - Direttiva 98/59/CE - Codatorialità
Data di discussione
10 Aprile 2026
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