Oltre, dentro, attraverso. I muri di Luis Barragan come paradigmi del rapporto fra uomo ed infinito

Piraccini, Leo (2026) Oltre, dentro, attraverso. I muri di Luis Barragan come paradigmi del rapporto fra uomo ed infinito, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Architettura e culture del progetto, 38 Ciclo.
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Abstract

La tesi affronta il tema del muro come archetipo dell’abitare e dispositivo simbolico attraverso cui si manifesta la relazione tra spazio finito e infinito. Tradizionalmente inteso come elemento di separazione, il muro viene reinterpretato come soglia di mediazione tra l’esperienza concreta dell’abitare e la dimensione immateriale dell’infinito. Attraverso l’opera dell’architetto messicano Luis Barragán, la ricerca indaga il valore poetico ed epistemico del limite, riconoscendo nell’architettura non solo una pratica tecnica, ma una forma di pensiero capace di restituire senso al rapporto tra l’uomo e il mondo. La prima parte costruisce un quadro teorico e fenomenologico in cui il muro è analizzato come fondamento della forma architettonica e della percezione dello spazio. La riflessione si articola attorno a coppie concettuali che definiscono la tensione costitutiva dello spazio. In questa dialettica vengono individuati tre archetipi, porta, stanza e finestra, che rappresentano tre modalità fondamentali dell’abitare: attraversare, sostare, guardare. Interpretati attraverso le filosofie di Heidegger e Bachelard, l’immaginario del realismo magico e della pittura surrealista, nonché il pensiero di architetti quali Le Corbusier, Louis Kahn, Gio Ponti e Bernard Rudofsky, tali archetipi costituiscono la grammatica simbolica con cui l’architettura costruisce il limite. Il muro emerge così come condizione percettiva e culturale: superficie che, separando, rende possibile la visione e la misura del mondo. La seconda parte applica questo impianto teorico all’opera di Barragán. L’analisi, condotta attraverso elementi compositivi piuttosto che singoli edifici, mostra come i suoi muri divengano strumenti poetici e spirituali, capaci di evocare l’infinito mediante la composizione spaziale. Porta, stanza e finestra tornano come dispositivi attraverso cui il limite si fa esperienza estetica, spirituale e conoscitiva, rivelando il muro non come negazione dello spazio circostante ma come sua manifestazione principale.

Abstract
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Piraccini, Leo
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
walls, Luis Barragán, domestic architecture, door, windows, room, mexican architecture, porta, stanza, finestra, muri, architettura messicana, architettura del Novecento
Data di discussione
13 Marzo 2026
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