Ursi, Margherita
(2026)
Alla ricerca di un equilibrio tra GVHD e GVL nel trapianto allogenico attraverso l'ATLG, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Oncologia, ematologia e patologia, 38 Ciclo.
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Abstract
Il trapianto di cellule staminali allogeniche (allo-HSCT) rappresenta la terapia più efficace per le neoplasie ematologiche, in primis le leucemie acute, grazie all’effetto graft-versus-leukemia (GVL) che riduce il rischio di ricaduta, tuttavia è gravato da morbilità e mortalità, secondarie alla tossicità del regime di condizionamento, alle infezioni e soprattutto alla graft-versus-host-disease (GVHD). La profilassi della GVHD mediante immunosoppressione è un componente essenziale della piattaforma trapiantologica e si basa sull’associazione tra inibitori della calcineurina, antimetaboliti e T deplezione.
L’ATG/ATLG (Globulina anti-Timociti o Globulina anti-Linfociti T) è una delle forme di T deplezione in vivo più utilizzate in Europa sulla base di studi randomizzati, che ne hanno dimostrato l’efficace nel ridurre l’incidenza di GVHD acuta e soprattutto cronica, senza un aumento significativo del rischio di ricaduta e di mortalità infettiva. Esistono tuttavia delle limitazioni nella trasportabilità dei risultati di questi studi randomizzati alla popolazione attuale di real-life.
In primis, negli studi randomizzati sono scarsamente rappresentati i pazienti che ricevono un condizionamento a ridotta intensità (RIC), ossia i pazienti più anziani o con comorbilità.
La ricerca clinica del presente progetto si è incentrata sull’analisi dei principali endpoints clinici dei pazienti sottoposti a trapianto RIC che hanno ricevuto come profilassi antimetabolita+CNI+ATLG presso il nostro centro.
L’altra “open question” sull’uso dell’ATLG è la variabilità farmacocinetica e farmacodinamica interpaziente, a parità di dose somministrata.
La ricerca di laboratorio presentata in questa tesi si è incentrata sullo studio di fattori ricevente-specifici in grado di influenzare l’esposizione all’ATLG e il rischio individuale di GVHD. Ci si è concentrati su metodiche di biopsia liquida, utilizzando come surrogato delle cellule tissutali le vescicole extracellulari (EVs), in particolare le EVs CD31+, marker di derivazione endoteliale, essendo l’endotelio il primo tessuto non ematopoietico esposto all’ATLG e la superficie attraverso cui avviene la migrazione dei leucociti nelle fasi iniziali della GVHD.
Abstract
Il trapianto di cellule staminali allogeniche (allo-HSCT) rappresenta la terapia più efficace per le neoplasie ematologiche, in primis le leucemie acute, grazie all’effetto graft-versus-leukemia (GVL) che riduce il rischio di ricaduta, tuttavia è gravato da morbilità e mortalità, secondarie alla tossicità del regime di condizionamento, alle infezioni e soprattutto alla graft-versus-host-disease (GVHD). La profilassi della GVHD mediante immunosoppressione è un componente essenziale della piattaforma trapiantologica e si basa sull’associazione tra inibitori della calcineurina, antimetaboliti e T deplezione.
L’ATG/ATLG (Globulina anti-Timociti o Globulina anti-Linfociti T) è una delle forme di T deplezione in vivo più utilizzate in Europa sulla base di studi randomizzati, che ne hanno dimostrato l’efficace nel ridurre l’incidenza di GVHD acuta e soprattutto cronica, senza un aumento significativo del rischio di ricaduta e di mortalità infettiva. Esistono tuttavia delle limitazioni nella trasportabilità dei risultati di questi studi randomizzati alla popolazione attuale di real-life.
In primis, negli studi randomizzati sono scarsamente rappresentati i pazienti che ricevono un condizionamento a ridotta intensità (RIC), ossia i pazienti più anziani o con comorbilità.
La ricerca clinica del presente progetto si è incentrata sull’analisi dei principali endpoints clinici dei pazienti sottoposti a trapianto RIC che hanno ricevuto come profilassi antimetabolita+CNI+ATLG presso il nostro centro.
L’altra “open question” sull’uso dell’ATLG è la variabilità farmacocinetica e farmacodinamica interpaziente, a parità di dose somministrata.
La ricerca di laboratorio presentata in questa tesi si è incentrata sullo studio di fattori ricevente-specifici in grado di influenzare l’esposizione all’ATLG e il rischio individuale di GVHD. Ci si è concentrati su metodiche di biopsia liquida, utilizzando come surrogato delle cellule tissutali le vescicole extracellulari (EVs), in particolare le EVs CD31+, marker di derivazione endoteliale, essendo l’endotelio il primo tessuto non ematopoietico esposto all’ATLG e la superficie attraverso cui avviene la migrazione dei leucociti nelle fasi iniziali della GVHD.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Ursi, Margherita
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Allogeneic transplant, GVL, GVHD, GVHD Phrophylaxis, GVHD markers, ATLG, reduced intensity conditioning RIC
Data di discussione
1 Aprile 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Ursi, Margherita
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Allogeneic transplant, GVL, GVHD, GVHD Phrophylaxis, GVHD markers, ATLG, reduced intensity conditioning RIC
Data di discussione
1 Aprile 2026
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