Demaria, Elena
(2026)
Studio del microambiente infiammatorio tumorale in campioni istologici mediante approcci di patologia digitale, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
Dottorato di ricerca in
Oncologia, ematologia e patologia, 38 Ciclo.
Documenti full-text disponibili:
Abstract
La valutazione di PD-L1 nei tumori gastro‑esofagei è essenziale per selezionare i pazienti candidabili all’immunoterapia. Tuttavia, questo biomarcatore rimane imperfetto, con cutoff e sistemi di scoring in continua revisione e una marcata variabilità inter‑osservatore e inter‑laboratorio.
Questo studio ha esplorato strategie per migliorare l’affidabilità dello scoring di PD-L1, valutando una metodica di immunoistochimica multipla (mIHC) per l’assegnazione del Combined Positive Score (CPS), confrontando i sistemi CPS e Tumor Area Positivity (TAP) e sperimentando un approccio automatizzato basato su software di analisi d’immagine.
È stata condotta un’analisi comparativa tra mIHC per PD-L1, CD3, CD20 e CD68 e la metodica standard utilizzata di routine presso il nostro istituto. La concordanza è stata valutata mediante ICC, OPA e Kappa (Cohen e Fleiss) su diversi gruppi di cutoff clinici (CPS/TAP: 0/0%, ≥1/≥1%, ≥5/≥5%, ≥10/≥10%). A causa delle criticità tecniche emerse nell’analisi automatizzata dei campioni mIHC, il disegno dello studio è stato rivisto utilizzando IHC a singolo colore e il sistema TAP. Sono state quindi valutate la compatibilità tra TAP e CPS e le prestazioni del software StrataQuest come osservatore indipendente.
La mIHC ha mostrato un ICC inter‑osservatore simile allo standard (0,94 vs 0,95), ma maggiore variabilità nei cutoff intermedi (OPA 38% vs 55%; Fleiss’ Kappa 0,32 vs 0,46). Il confronto diretto tra le due metodiche ha confermato un accordo moderato‑alto (ICC 0,87; τ 0,76). TAP e CPS hanno dimostrato una concordanza eccellente (ICC 0,99 vs 0,97; OPA 79% e 67%; Kappa 0,63 e 0,47), confermata dal confronto tra sistemi (ICC 0,96; OPA 79%; Kappa 0,64). In generale, mentre i cutoff estremi risultavano più stabili, il gruppo ≥5/5% mostrava maggiore variabilità. Infine, l’analisi automatizzata ha riportato ICC 0,98.
Lo studio evidenzia che i sistemi automatizzati possono migliorare la standardizzazione dello scoring di PD-L1, pur rimanendo strumenti complementari. Tra CPS e TAP, quest’ultimo risulta maggiormente robusto.
Abstract
La valutazione di PD-L1 nei tumori gastro‑esofagei è essenziale per selezionare i pazienti candidabili all’immunoterapia. Tuttavia, questo biomarcatore rimane imperfetto, con cutoff e sistemi di scoring in continua revisione e una marcata variabilità inter‑osservatore e inter‑laboratorio.
Questo studio ha esplorato strategie per migliorare l’affidabilità dello scoring di PD-L1, valutando una metodica di immunoistochimica multipla (mIHC) per l’assegnazione del Combined Positive Score (CPS), confrontando i sistemi CPS e Tumor Area Positivity (TAP) e sperimentando un approccio automatizzato basato su software di analisi d’immagine.
È stata condotta un’analisi comparativa tra mIHC per PD-L1, CD3, CD20 e CD68 e la metodica standard utilizzata di routine presso il nostro istituto. La concordanza è stata valutata mediante ICC, OPA e Kappa (Cohen e Fleiss) su diversi gruppi di cutoff clinici (CPS/TAP: 0/0%, ≥1/≥1%, ≥5/≥5%, ≥10/≥10%). A causa delle criticità tecniche emerse nell’analisi automatizzata dei campioni mIHC, il disegno dello studio è stato rivisto utilizzando IHC a singolo colore e il sistema TAP. Sono state quindi valutate la compatibilità tra TAP e CPS e le prestazioni del software StrataQuest come osservatore indipendente.
La mIHC ha mostrato un ICC inter‑osservatore simile allo standard (0,94 vs 0,95), ma maggiore variabilità nei cutoff intermedi (OPA 38% vs 55%; Fleiss’ Kappa 0,32 vs 0,46). Il confronto diretto tra le due metodiche ha confermato un accordo moderato‑alto (ICC 0,87; τ 0,76). TAP e CPS hanno dimostrato una concordanza eccellente (ICC 0,99 vs 0,97; OPA 79% e 67%; Kappa 0,63 e 0,47), confermata dal confronto tra sistemi (ICC 0,96; OPA 79%; Kappa 0,64). In generale, mentre i cutoff estremi risultavano più stabili, il gruppo ≥5/5% mostrava maggiore variabilità. Infine, l’analisi automatizzata ha riportato ICC 0,98.
Lo studio evidenzia che i sistemi automatizzati possono migliorare la standardizzazione dello scoring di PD-L1, pur rimanendo strumenti complementari. Tra CPS e TAP, quest’ultimo risulta maggiormente robusto.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Demaria, Elena
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
PD-L1; gastroesophageal cancer; immunohistochemistry; multiplex IHC; Combined Positive Score (CPS); Tumor Area Positivity (TAP); inter-observer variability; digital pathology; image analysis; automated scoring
Data di discussione
16 Marzo 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Demaria, Elena
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
PD-L1; gastroesophageal cancer; immunohistochemistry; multiplex IHC; Combined Positive Score (CPS); Tumor Area Positivity (TAP); inter-observer variability; digital pathology; image analysis; automated scoring
Data di discussione
16 Marzo 2026
URI
Gestione del documento: