Documenti full-text disponibili:
![Patisso_Giuseppe_tesi.pdf [thumbnail of Patisso_Giuseppe_tesi.pdf]](https://amsdottorato.unibo.it/style/images/fileicons/application_pdf.png) |
Documento PDF (Italiano)
- Accesso riservato fino a 13 Dicembre 2028
- Richiede un lettore di PDF come Xpdf o Adobe Acrobat Reader
Disponibile con Licenza: Salvo eventuali più ampie autorizzazioni dell'autore, la tesi può essere liberamente consultata e può essere effettuato il salvataggio e la stampa di una copia per fini strettamente personali di studio, di ricerca e di insegnamento, con espresso divieto di qualunque utilizzo direttamente o indirettamente commerciale. Ogni altro diritto sul materiale è riservato.
Download (22MB)
| Contatta l'autore
|
Abstract
Il presente lavoro sulla presenza di schiavi musulmani nella Puglia d’età moderna indaga l’evolversi del fenomeno attraverso tre secoli, dal Cinquecento al tardo Settecento. Attraverso l’analisi delle fonti notarili e diocesane locali si è evidenziato un mutamento nel commercio e nella provenienza degli schiavizzati a partire dallo scoppio della guerra di Candia (1645), che ha portato alla formulazione e all’individuazione di un preciso sistema economico fra la regione e i Balcani rinominato “tratta adriatico-balcanica della schiavitù”. Mediante un approccio derivato dalla storia economica, sociale e religiosa, con un’impostazione “periferica” e strettamente legata al territorio, l’obiettivo della dissertazione è la descrizione dei meccanismi economici, amministrativi e politico-militari che configurarono e supervisionarono l’instaurarsi di un assiduo commercio fra le due sponde dell’Adriatico, veicolato da precise pratiche burocratiche e mercantili, seguendo le rotte dei mercanti di schiavi che costituirono i principali interpreti di tale fenomeno insieme alle vite e alle avventure-disavventure di quegli uomini, donne e bambini che finirono vittime del mercato delle catene adriatiche.
Abstract
Il presente lavoro sulla presenza di schiavi musulmani nella Puglia d’età moderna indaga l’evolversi del fenomeno attraverso tre secoli, dal Cinquecento al tardo Settecento. Attraverso l’analisi delle fonti notarili e diocesane locali si è evidenziato un mutamento nel commercio e nella provenienza degli schiavizzati a partire dallo scoppio della guerra di Candia (1645), che ha portato alla formulazione e all’individuazione di un preciso sistema economico fra la regione e i Balcani rinominato “tratta adriatico-balcanica della schiavitù”. Mediante un approccio derivato dalla storia economica, sociale e religiosa, con un’impostazione “periferica” e strettamente legata al territorio, l’obiettivo della dissertazione è la descrizione dei meccanismi economici, amministrativi e politico-militari che configurarono e supervisionarono l’instaurarsi di un assiduo commercio fra le due sponde dell’Adriatico, veicolato da precise pratiche burocratiche e mercantili, seguendo le rotte dei mercanti di schiavi che costituirono i principali interpreti di tale fenomeno insieme alle vite e alle avventure-disavventure di quegli uomini, donne e bambini che finirono vittime del mercato delle catene adriatiche.
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Patisso, Giuseppe
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
schiavitù; Adriatico; Balcani; Puglia; tratta di schiavi; età moderna;
Data di discussione
13 Aprile 2026
URI
Altri metadati
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Patisso, Giuseppe
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
schiavitù; Adriatico; Balcani; Puglia; tratta di schiavi; età moderna;
Data di discussione
13 Aprile 2026
URI
Gestione del documento: