Storia naturale dei noduli ipointensi in fase epatobiliare privi di ipervascolarizzazione arteriosa (HHNWA) alla risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto epato-specifico nei pazienti in sorveglianza per epatocarcinoma (HCC)

Brandi, Nicolò Storia naturale dei noduli ipointensi in fase epatobiliare privi di ipervascolarizzazione arteriosa (HHNWA) alla risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto epato-specifico nei pazienti in sorveglianza per epatocarcinoma (HCC), [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Scienze chirurgiche e tecnologie innovative, 38 Ciclo.
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Abstract

Introduzione: Nei pazienti con cirrosi epatica in sorveglianza per epatocarcinoma (HCC), la risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto epatospecifico consente l’identificazione di noduli ipointensi in fase epatobiliare privi di ipervascolarizzazione arteriosa (HHNWA). Tuttavia, la loro storia naturale e le caratteristiche imaging predittive di trasformazione maligna sono ancora poco definite. Lo studio ha avuto l’obiettivo di descrivere l’evoluzione degli HHNWA e individuare i principali predittori radiologici di progressione. Materiali e Metodi: Sono stati inclusi 99 pazienti cirrotici seguiti presso l’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna tra Gennaio 2014 e Marzo 2024, per un totale di 185 HHNWA. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a RM epatospecifica con follow-up minimo di 6 mesi. Le immagini sono state valutate qualitativamente e quantitativamente da due radiologi esperti. L’endpoint primario era la comparsa di ipervascolarizzazione arteriosa maligna secondo i criteri EASL. Le analisi univariate e multivariate hanno identificato i predittori indipendenti di trasformazione. Risultati: Durante il follow-up, 66 noduli (35.7%) hanno sviluppato ipervascolarizzazione arteriosa. Tre parametri si sono rivelati significativamente associati alla trasformazione: intensità di segnale media (SIM) inferiore in fase epatobiliare (HR = 0.09970; p = 0.001), indicativa di ridotta funzionalità epatocitaria, iperintensità in Diffusion-Weighted Imaging (DWI) (HR = 3.7452; p < 0.001), espressione di maggiore densità cellulare, e valori elevati di Coefficiente di Variazione (CV) (HR = 2941944; p = 0.001), indice di eterogeneità intralesionale. L’integrazione di questi parametri in un nomogramma e in un diagramma decisionale consente di distinguere con accuratezza (Harrell’s C-index = 0.7035) noduli a basso, intermedio e alto rischio di trasformazione. Conclusioni: Gli HHNWA costituiscono una popolazione eterogenea di lesioni con rischio non trascurabile di evoluzione maligna. La combinazione di parametri quantitativi (SIM, CV) e qualitativi (DWI) consente una più precisa stratificazione del rischio e può supportare strategie di sorveglianza personalizzate e migliorare l’allocazione delle risorse sanitarie.

Abstract
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Brandi, Nicolò
Supervisore
Co-supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
38
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Risonanza Magnetica; Magnetic Resonance Imaging; MRI; Epatocarcinoma; Hepatocellular Carcinoma; HCC; Epatocarcinogenesi; Hepatocarcinogenesis; Dysplastic nodules; Noduli displastici.
URI

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