L'effetto psicoattivo della "Cannabis Light". Dalla legge italiana alla psicofarmacologia

Pelletti, Guido (2021) L'effetto psicoattivo della "Cannabis Light". Dalla legge italiana alla psicofarmacologia, [Dissertation thesis], Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Dottorato di ricerca in Scienze mediche generali e scienze dei servizi, 33 Ciclo.
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Abstract

Nel 2019, una sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che la canapa, al di fuori degli usi medici, non può essere commercializzata se destinata al consumo umano, qualora sia dimostrata la "capacità drogante" del prodotto. Il primo capitolo dell’elaborato di tesi riporta una revisione della legislazione Italiana ed Europea sulla coltivazione della canapa e sulla catena produttiva e di commercio. Il secondo capitolo presenta gli aspetti farmacologici dei principali composti della canapa, il Δ9-tetraidrocannabinolo(Δ9-THC), il Cannabidiolo(CBD) ed il Cannabinolo(CBN). Il terzo capitolo riporta lo studio sperimentale, il cui scopo è quello di studiare la farmacocinetica e le proprietà psicotrope della cosiddetta "cannabis light". Diciotto giovani adulti hanno consumato in condizioni sperimentali tre sigarette contenenti cannabis light, con una percentuale di Δ9-THC dello 0.41% e di CBD del 12.41%. Sono stati raccolti ed analizzati campioni ematici prima dell'esperimento (t0) e dopo periodi di tempo predefiniti. Cinque test di performance psicomotori sono stati somministrati il giorno prima dell'esperimento (TT0) e dopo la terza sigaretta (TT1). Le concentrazioni medie (Dev.st.) in ng/ml rilevate erano comprese tra 1.0(0.8) in t1 e 0.3(0.3) in t5 per il Δ9-THC; e tra 10.5(10.3) in t1 e 5.7(5.7) in t5 per il CBD. Non sono state osservate differenze significative tra i risultati dei test psicomotori tra TT0 e TT1. Il Δ9-THC ed il CBD hanno mostrato un'ampia variabilità inter-individuale, e le concentrazioni medie osservate nel presente studio si sono rilevate inferiori a quelle già riportate su popolazioni ridotte. E’ stata osservata una riduzione della concentrazione di entrambi i composti dopo la terza sigaretta, ed un rapporto Δ9-THC/CBD sempre inferiore a 1. Questo valore potrebbe essere utilizzato per discriminare tra utilizzo di cannabis light e cannabis con elevata percentuale di Δ9-THC. La mancanza di impairment psicomotorio potrebbe essere interpretata come una conseguenza delle basse concentrazioni ematiche.

Abstract
Tipologia del documento
Tesi di dottorato
Autore
Pelletti, Guido
Supervisore
Dottorato di ricerca
Ciclo
33
Coordinatore
Settore disciplinare
Settore concorsuale
Parole chiave
Light Cannabis, blood concentration, psychoactive effect, forensic toxicology
URN:NBN
Data di discussione
19 Maggio 2021
URI

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